Il programmatore di love story

Capita spesso di conoscere nuove persone: si fanno due chiacchiere e si fa amicizia. C’è però un tipo di persone che non ammiro particolarmente: i calcolatori/pianificatori/programmatori di love story. Provo a spiegarmi meglio. A mala pena ci siamo presentati che il programmatore di love story comincia una specie di colloquio e parte con osservazioni e domande del tipo:

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s\Vantaggi di andare controcorrente

Nota bene:

 

  • Ciò che segue è un flusso di pensieri che ho in mente da qualche giorno e che ho iniziato a scrivere su carta durante un viaggio sulla metro e sul treno. Ovviamente non è assolutamente assimilabile al flusso di pensiero per eccellenza di Joyce… Sono solo considerazioni non sempre ben connesse tra di loro.

  • Non pretendo che qualcuno arrivi fino alla fine di questa interminabile riflessione… Quindi tranquilli: quando non ce la fate più, basta chiudere la pagina. Prometto che non mi offenderò, fatta eccezione per Lentozzo (appena ti vedo ti interrogo).

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Essere e non essere…

Nota bene:

  • Le considerazioni che seguono sono riflessioni ispirate a concetti filosofici appresi in età liceale. Quindi si avvisano la carissima professoressa Canero, i filosofi, i “saputelli”, gli “ortodossi” del pensiero di non scandalizzarsi in quanto la mia è un’interpretazione molto personalizzata.
  • Ah.. giusto! Si avvisano anche i fanatici di Shakespeare (e di Amleto in particolare) di non perdere il proprio tempo: non sviscererò le possibili risposte alla famosa citazione teatrale… Mi dispiace, gente! Lo so, lo so, è colpa mia per il titolo… Abbiate pazienza!
    However, Shakespeare rocks!!! (Tra l’altro quest’anno c’è l’anniversario dei 450 anni dalla nascita di Shakespeare.)

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