Essere e non essere…

Nota bene:

  • Le considerazioni che seguono sono riflessioni ispirate a concetti filosofici appresi in età liceale. Quindi si avvisano la carissima professoressa Canero, i filosofi, i “saputelli”, gli “ortodossi” del pensiero di non scandalizzarsi in quanto la mia è un’interpretazione molto personalizzata.
  • Ah.. giusto! Si avvisano anche i fanatici di Shakespeare (e di Amleto in particolare) di non perdere il proprio tempo: non sviscererò le possibili risposte alla famosa citazione teatrale… Mi dispiace, gente! Lo so, lo so, è colpa mia per il titolo… Abbiate pazienza!
    However, Shakespeare rocks!!! (Tra l’altro quest’anno c’è l’anniversario dei 450 anni dalla nascita di Shakespeare.)

Dunque… è rimasto qualcuno? Siete pronti? Comodi sulle vostre sedie/poltrone/divani? Che il mio flusso di pensieri abbia inizio! Ripenso alle prime lezioni di filosofia… e ai Presocratici. In particolare, mi ritorna in mente Parmenide e l’Essere:

L’Essere è ciò che è.
E’ unico, immutabile, eterno e si contrappone al Nulla (o Non Essere).
Il Nulla è ciò che non è.

Confesso che quando lessi ciò sul libro di filosofia, la prima cosa che pensai è stata: “Ma è una filastrocca?!” Ovviamente non avevo capito il concetto. Probabilmente nemmeno ora lo capisco, tuttavia provo a dargli un senso personale. Ora, perché mi hanno colpito l’Essere e il Nulla di Parmenide?

La vera realtà è l’Essere, che può essere pensabile e di cui si può discutere.
Per contrapposizione, il Nulla non esiste. Non si può pensare il Nulla e tanto meno non si può discutere del Nulla.

E’ questo il punto che ha fatto nascere questa riflessione “filosofica” sul potere della parola (la mia professoressa preferiva il termine “dialettica”) e del pensiero (anche qui la mia professoressa preferiva il termine “logica”). La forza della dialettica e della logica è quella di dare vita a cose reali o inventate. Se si parla e/o si ragiona su qualcosa, è come rendere vivo quel qualcosa. Non solo. Si può anche rendere quel qualcosa immutabile e immortale. E questo aspetto mi porta dritta all’arte. L’arte ha il potere straordinario di fermare il tempo per sempre, di andare oltre qualsiasi confine e barriera. Mi vengono in mente Romeo e Giulietta (Ops! E’ rimasto qualcuno a cui piace Shakespeare?) e il loro amore infelice. La loro storia rivive ormai da secoli in ogni lettore e spettatore dell’opera teatrale. Mi viene in mente la Fornarina amata e dipinta da Raffaello. Mi viene in mente la nona sinfonia di Beethoven e tante altre storie raccontate in versi, note, prosa, su tela o su marmo… Tutte queste storie hanno un denominatore comune, sono l’essere come lo intende Parmenide.

Ma c’è qualcosa di più! Tramite la parola e il pensiero non solo si riesce a far vivere cose che vive non sono più, ma anche cose che non sono mai esistite. Così fantasie, sogni, draghi, sirene e folletti prendono vita. Anche se Parmenide dice che non si può elucubrare sul Nulla, la parola e il pensiero superano questo limite ed ecco qui strane creature, nuove terre e tanti altri mondi…

Ora vediamo l’altra faccia della medaglia: l’assenza di parole e pensieri. Senza parole e pensieri che la descrivano, una realtà (vera o inventata) è nulla nel senso di Parmenide. Il caso limite è quando ci sono cose reali invisibili perché nessuno ne parla. Perché se nessuno ne parla è come se la questione non esistesse. Faccio qualche esempio. L’anoressia: si vede, c’è, esiste. Ma spesso è come se non ci fosse. Lo stesso può valere per i disturbi mentali, per la povertà e tanti altri problemi. Per questo motivo ci sono campagne di sensibilizzazione e dossier di denuncia, per attirare l’attenzione e far sì che i “non essere” diventino “essere”. Infatti, spesso problemi reali, se non visti al telegiornale o sui mass media, sono considerati inesistenti. Sugli stessi mezzi di comunicazione invece, fatti inesistenti (o falsi) possono diventare notizia e di conseguenza essere fatti veri.

Lo stesso può avvenire anche nel nostro quotidiano. Piccoli e grandi problemi, per paura di affrontarli, diventano invisibili. Persone che ci hanno fatto male vengono cancellate semplicemente non rivolgendo loro la parola, non pensando e non parlando di queste persone.

Concludo questa lunghissima riflessione (710 parole!) con la speranza di non avervi annoiato eccessivamente e con un invito:

Attenti a come usate i superpoteri della parola e del pensiero!

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3 pensieri su “Essere e non essere…

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