Tea girl

Oggi parliamo della ragazza che beve il thè caldo, che sarei io… (modestamente).
Vi chiederete: cosa c’è di strano in tutto ciò?
Aspettate a finire di leggere prima di arrivare a conclusioni affrettate.

Dunque, in questo articolo racconterò una serie di brevi episodi.

Episodio numero 0:
Fine luglio. Uscita con le amiche in un piccolo locale. Arriva il momento di ordinare e le due care amiche ordinano un bicchiere di vino rosso e della birra bionda (se non ricordo male). Sapevano cosa avrei ordinato io e dunque avvisano la cameriera: “Questa qui vorrebbe del thé caldo. D’estate. Con questo caldo. Alle dieci di sera.” Al che la cameriera mi guarda stupita e poi: “Vuoi anche i pasticcini?” E io: “Beh… se ci sono, sì!” Che dire? “Epic win” per me ed “epic fail” per le mie amiche.
Qualche mese dopo, uscita con le stesse amiche nello stesso locale. Questa volta ho ordinato un succo al mirtillo… Mi avrebbero linciato se avessi ordinato nuovamente il thé caldo.

Episodio numero 1:
Inizio agosto. Pausa bar in compagnia di un caro amico. Prima di entrare nel bar, l’amico mi chiede: “Cosa prendi?” E io: “Ma… un thè.” Al che lui: “Sai? Anch’io.” Entriamo e ordiniamo. Lui: “Salve! Un thè freddo per me. Al limone.” E io: “Un thè caldo per me.” Al che il barista non mi crede: “Cosa?! Un thè freddo anche per te, vero? Scherzi?” E io: “No, no, sono seria. Voglio un thè caldo.” Che poi è stato un thè bollente che ho dovuto raffreddare lievemente grazie al ghiaccio tolto al thè freddo del mio amico…

Episodio numero 2:
Inizio settembre. Domenica pomeriggio in un bar di provincia. Il barista sorridente dietro al bancone mi chiede cosa desidero: “Dica signorina!” E io: “Un thé caldo, per favore.” Il panico… E lui: “Un thè caldo?! Al limone va bene?” E io: “Va benissimo.” E lui: “Si accomodi fuori. Glielo porto al tavolo io.” Al che io: “La ringrazio. Intanto se mi dice quanto le devo, così pago.” E lui: “Ma se vuole può pagare anche dopo. Un euro, signorina.” E ora il colpo di scena. Da dietro arriva un giovane coraggioso che con voce decisa pronuncia: “Glielo offro io. Pago io il thè della signorina.” Panico totale. Chi è? Cosa vuole? Perché? Ma dove si è mai visto che uno offre un thé? Vabbè… è successo. Mi sono bevuta il mio thè in santa pace leggendo il giornale e aspettando la solita amica ritardataria.

Episodio numero 3:
Fine settembre. Spuntino post cena a casa. Due tazze di thè caldo. Reazione di mio padre: “Ma quanto thè bevi?!”

Episodio numero 4:
Inizio ottobre. Gelateria Giolitti (dicono che sia famosa e rinomata a Roma). Il mio amico ordina una torta al gelato di fragola e io un thè ai frutti rossi. Il colmo… Gelato e bollente: contrasto di temperature.

Episodio numero 5:
Inizio novembre. Uscita al cinema con Lentozzo e altri due cari amici. Dato che io e Lentozzo siamo arrivati tanto in anticipo suggerisco una pausa caffè al bar. Lentozzo ordina un bel caffè, io dopo un momento di incertezza ordino il mio solito thé caldo. Confesso, ho bevuto molto in fretta quel thé (troppo bollente) perché alla fine il tempo è passato in fretta tra una chiacchiera, due battute e tante risate.

Episodio numero 6:
Seconda settimana di novembre. Esaurimento per ripetizioni di matematica. La mamma di una ripetenda mi chiede se può offrirmi qualcosa (caffè, succo di frutta, panino, pasta, pane e nutella, biscotti, dolci, tiramisù, vabbè… mi stava offrendo tutto quello che aveva in cucina). Io alla fine cedo e scherzando le rispondo: “Un thè!” Al che lei: “Una tisana di lamponi con qualche biscotto, va bene?” Che dire… ho fatto ripetizioni di inglese (con la mia bellissima pronuncia) sorseggiando ogni tanto un po’ di questo buonissimo thè caldo…

Epilogo
Ci sarebbero tanti altri episodi, ma penso che questi sette siano quelli più emblematici. Cosa ho da dire in mia difesa? Beh… che avevo un perenne mal di gola anche d’estate, colpa dell’aria condizionata. Scherzi a parte, mi piace il thè (caldo): lo bevo d’inverno e d’estate, in qualsiasi momento della giornata e in ogni contesto sociale: al bar, al pub, alle macchinette. E no, non mi vergogno di ordinarlo quando altri ordinano caffè, alcolici o gelati. Alla fine, si sa, sono un tipo controcorrente.

Addirittura qualcuno quando passa davanti ad un negozio di thé pensa a me. Che dire? Sono ufficialmente una tea girl e ne vado fiera!

Il sogno di una tea girl? Prendere il thè alle ore 17.00 in compagnia della Regina Elisabetta. Mi accontenterei anche del nipote Harry. Mi sento alquanto british in questo momento…

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4 pensieri su “Tea girl

  1. Se ci sono anche Kate e Philippa Middleton, vengo anche io! 😉
    Hai il mio pieno supporto morale nel vivere la tua passione per il tea!
    In toni molto meno intensi, vivo a volte le stesse esperienze quando chiedo un chinotto o una cedrata per cui vado pazzo. Non raramente sembra di chiedere bibite leggendarie di cui si sono perse tracce ai tempi dell’Antico Testamento…

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