Il telecomunicativo confuso – WhatsApp edition

Proseguiamo a parlare di “telecomunicativi confusi” (Il telecomunicativo confuso). In questo caso, penso di essere stata una “telecomunicativa confusa” anch’io. Ammetto, appena ho installato WhatsApp (qualche tempo fa) ho cominciato ad avere una serie di problemi. Parliamone…

Problema numero 0: Le notifiche di WhatsApp possono essere bloccanti
Cosa intendo? Bastava una notifica per interrompere quello che stavo facendo. Parlo al passato perché fortunatamente piano piano ho risolto questo problema, ma all’inizio era così. Non solo, una volta che inviavo un messaggio, rimanevo bloccata in attesa di avere risposta: pessima idea. Insomma penso di aver reso l’idea di cosa intendo per “bloccante”.
Perché è un problema? Beh… perché ti fa sprecare tempo. Una non può bloccarsi e fossilizzarsi come un sasso, in attesa e senza fare niente.
Qual è la soluzione? Intanto se uno non vuole farsi distrarre dalle notifiche può o silenziarle oppure, soluzione drastica, staccare la connessione e così sicuramente non si è disturbati o meglio distratti.

Problema numero 1: Tentazione a pedinare i propri contatti
Cosa intendo? Avete presente quando uno si fa prendere la mano e prende di mira una persona (in senso positivo, ma può essere anche in senso negativo) e controlla la foto del profilo, lo stato, quando è stata l’ultima volta che si è connessa? E ogni volta che si accede a WhatsApp, si esegue questo controllo come se fosse una routine.
Perché è un problema? Perché non è normale. E’ da stalker. Insomma non è una bella cosa…
Qual è la soluzione? Cambiare le proprie impostazioni di privacy, così non sarà possibile avere l’informazione sull’ultimo log in (proprio e degli altri). Chiarirsi un attimo le idee, riflettere e con tanta forza di volontà smettere di fare tutti questi controlli strani.

Problema numero 2: Gruppi su WhatsApp o meglio flooding di notifiche
Cosa intendo? Centinaia di messaggi inutili (vero e proprio spam).
Perché è un problema? Perché una premurosa (come me) si mette a leggerli tutti quei cento messaggi pensando che ci sia qualcosa di importante e invece no.
Qual è la soluzione? Se si è amministratori di un gruppo, limitare il flusso di spam ammonendo i vari componenti del gruppo. Se si fa parte di un gruppo così spammato, ritirarsi o semplicemente cancellare tutte le notifiche senza leggerle. C’è anche l’opzione di silenziare il gruppo, ma non la trovo una soluzione tanto buona. Comunque ti ritrovi sul telefono centinaia di notifiche.
Altre osservazioni. E’ più forte di me… Ho un pessimo rapporto con i gruppi su WhatsApp. Finora mi sarò ritirata da ben 4 gruppi. Non ce la faccio proprio a resistere. Spesso e volentieri sono pieni di spam e mancano del minimo senso di “netiquette”. Per chi non lo sa, la “netiquette” è il bon ton nell’utilizzo dei mezzi di comunicazione social. Non puoi scrivere cose che non interessano a nessuno. Oppure in un gruppo non puoi mantenere una conversazione esclusivamente con un altro componente. Si dovrebbe passare alla chat privata, visto che la conversazione riguarda solo due elementi del gruppo. Ah! Un ottimo modo per usare un gruppo invece, è nella versione “usa e getta” in occasione di un evento. Si organizza l’evento e poi il gruppo cessa di esistere (automaticamente).

Problema numero 3: Conferma di lettura dei messaggi ricevuti
Cosa intendo? Ogni volta che viene visualizzato un messaggio, al mittente viene inviata una notifica di conferma di lettura.
Perché è un problema? Perché ci sono delle volte in cui si vuole fingere di non aver letto, di non aver visto e il fatto di non rispondere è giustificabile con ciò.
Qual è la soluzione? Ogni tanto smettere di fare i finti invisibili. Uno può leggere, ma per vari motivi può non rispondere istantaneamente oppure nel caso peggiore può non voler rispondere. Se invece uno vuole continuare a fingere di essere invisibile, finora non mi risulta che visionare i messaggi sulla schermata di blocco dello smartphone implichi una conferma di lettura. Quindi problema risolto.

Problema numero 4: Non litigare tramite WhatsApp: incomprensioni assicurate
Cosa intendo? Ahi ahi ahi a quelle coppie che discutono e litigano e chiariscono via WhatsApp. E se non si sa scrivere, si fraintende che è una meraviglia. E si risponde con una faccina sorridente, con un sì, con un no… I mezzi sono cambiati ed è cambiata anche la comunicazione. Le faccine, gli smileys, le emojies o emoticons o quello che sono… E controllare se è connesso/a e quando si è disconnesso/a. E perché non risponde entro 1 minuto, entro 5, vabbè… dopo 10 minuti di non risposta. Il silenzio sembra avere un significato automatico. Stiamo fissi sugli schermi, bloccati e fissanti in attesa di una risposta.
Perché è un problema? Perché invece di risolvere, si può alimentare un’incomprensione.
Qual è la soluzione? Cambiare mezzo di comunicazione.

Problema numero 5: Organizzare un’uscita, ci si possono mettere le ore
Cosa intendo? Coincidenza delle coincidenze, si trova uno squarcio di tempo per vedersi. Quindi si prova ad organizzarsi. Il tempo passa. E mentre le notifiche si susseguono a tempo di lumaca tra una domanda e una risposta finisce che lo squarcio di tempo per vedersi diventa da qualche ora a qualche decina di minuti.
Perché è un problema? Perché ci si mette più tempo ad organizzare un’uscita che l’uscita stessa.
Qual è la soluzione? Ovviamente dipende anche dagli interlocutori. Più di una volta mi è capitato di perdere le ore per decidere dove e quando vedersi. Meglio una chiamata. Si fa prima, in teoria.

Problema numero 6: Evitare messaggi importanti via WhatsApp
Cosa intendo? Inviare messaggi di una certa priorità, magari informazioni di ultima ora, come ad esempio disdire un’uscita o indicazioni varie utili in tempo reale.
Perché è un problema? Perché se il destinatario ha la connessione dati inattiva è inutile.
Qual è la soluzione? Assicurarsi che il destinatario sia almeno online o comunque precedere tale comunicazione da un accordo sull’uso di tale mezzo.
Altre osservazioni. Attenzione, evitare di fare dichiarazioni di una certa portata sentimentale. Per favore, non fatelo. Meglio un faccia a faccia.

Epilogo:
Come al solito il mezzo di per sé è utilissimo, ma può diventare a-funzionale se usato in malo modo. Bisogna utilizzarlo bene. Con moderazione. E con criterio. Sembra che stia scrivendo della posologia di un farmaco. Beh… per alcuni aspetti ci si avvicina perché può creare dipendenza. Per disintossicarsi, togliere la connessione dati e prediligere il faccia a faccia o se non fosse possibile, preferire la comunicazione via voce.

3 pensieri su “Il telecomunicativo confuso – WhatsApp edition

  1. Che poi io sono sempre della stessa idea: molte persone non sanno semplicemente usare Internet. Anzi non è neanche quello il problema, tutti vogliono usare internet ma pochi hanno la voglia di imparare ad usarlo. Per imparare intendo non trattare Internet come se fosse un mondo parallelo non collegato alla propria vita reale, usarlo se è quando c’è n’è bisogno e comunque sempre nel modo giusto (in cui rientra tutto il discorso che hai appena fatto), e tanto altro ancora. Diciamo “uso cosciente” di Internet, tra parentesi, su questo ho più fiducia nelle nuove generazioni che in quelle vecchie, includendo in questo discorso forse anche la nostra.
    Ovviamente senza togliere che ci siano eccezioni in entrambe le generazioni e che l’uso improprio di Intermet sarà sempre alto, o almeno per un bel po’ di tempo.

    Io intanto mi chiedo piuttosto perché scrivo commenti che mi piacciono più di alcuni articoli che scrivo sul blog…

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