Dacia felix: Ana

Apropo de folclor românesc, apropo de Ana. Din păcate nu am avut o educație din acest punct de vedere. Totuși îmi vine natural să mă apropri de originile mele, de tradiție și de folclor. Știu prea bine că nu e un mod convențional de a se auto-educa, dar ascultând o piesă modernă și comercială ca aceea a Addei,

mi-a venit idea de a căuta versiunea originală a lui Ioan Bocșa. Am ascultat-o cu mare plăcere.

Piesa Addei nu e deosebită, dar îmi place. Îmi place modul de a reinterpreta și de a aminti un clasic a folclorului românesc. Apoi am descoperit și versiunea Deliei. Am rămas fără cuvinte, e fantastică…

Am descoperit și versiunea Addei a piesei originale.

În fine am descoperit versiunea în engleză a lui Yanka. Da, noi românii suntem “international”…

Dar despre ce se vorbește în aceste două piese (originală și readaptă)? Despre o relație extra-conjugală.

În piesa originală, Ioan ne cântă punctul de vedere a unui bărbat căsătorit care are o relație cu Ana. Așa că Ioan o roagă pe Ana să-l lase să se întoarcă acasă la copii săi și la nevastă. Ana e frumoasă și l-a fermecat, dar Ioan știe că e căsătorit și că nu e bine să neglijeze rolul său de soț și de tată…

În piesa Addei, avem punctul de vedere (un punct de vedere nou și interesant) a soției care are o convorbire liniștită și sinceră cu Ana. E ca și cum ar vorbi o mamă cu fiica sa, o femeie matură cu o fată tânără. Prima e realizată, e căsătorită și e mamă; a doua e frumoasă.

Îmi place modul de a conversa între femeia matură și aceea tânără. Văd un fel de solidaritate între cele două femei. În mod special, femeia mai matură se adresează celei tinere folosind un mod de a vorbi amical, chiar cum ar fi mama ei. De multe ori o cheamă “dragă” și o consolează. Dar în același moment îi mărturisește suferința ei.

Versione italiana: Ana

Si parla di canzoni popolari daciane. In particolare mi viene in mente di fare un confronto diretto tra l’originale e una canzone moderna e commerciale uscita di recente. Protagonista principale è Ana. Nella versione principale il cantante canta la parte dell’amante di Ana, un uomo sposato con figli. Nella versione più recente, la cantante interpreta la parte della moglie tradita che conversa tranquillamente con Ana, appunto l’amante del marito.

Non ho avuto un’educazione culturale per quel che riguarda il mondo popolare e folcloristico del mio paese di origine. Stranamente (o forse è naturale che sia così), sento il bisogno di avvicinarmi e di scoprire le mie origini. Ascoltare una canzone, cercare l’originale, vedere e confrontare i due testi e fare una piccola riflessione è un possibile modo per farlo.

Sono interessanti e piacevoli il ritmo, la musica, l’arrangiamento. Non sono molto afferrata a livello tecnico, quindi non mi addentrerò ulteriormente in discorsi di tale tipo. Mi interessa però il contenuto e il messaggio. L’amore coniugale e extra-coniugale visto da diversi punti di vista. Da una parte abbiamo il marito che è cosciente dei doveri coniugali e soprattutto di quelli di genitore, tuttavia non riesce a non cedere all’incantevole Ana. Dall’altra parte abbiamo la moglie che sa di essere tradita e nonostante la situazione la faccia soffrire conversa tranquillamente con l’amante, Ana. Senza rancore, senza insulti, senza aggressività. Sembra una conversazione tra madre e figlia. La moglie è una donna matura, realizzata e madre. Ana è una giovane bella senza esperienza di vita. Trovo che ci sia una sorta di solidarietà tra queste due donne che va al di là del fatto che la situazione oggettivamente parlando è particolare.

Una situazione particolare in cui tutte e tre le parti soffrono, sono combattute e non c’è una sorta di scaricabarile. Nessuno accusa nessuno. C’è una sorta di accettazione di quello che è lo status quo un po’ da parte di tutti e tre. Una situazione complessa, tuttavia rappresentata in modo così semplice. Miscuglio di sentimenti e intrecci di passioni.

Mi fa riflettere su temi quali la fiducia, il tradimento, come affrontare una volta scoperto un tradimento. In queste due canzoni non si indaga più di tanto il tradimento in sé, ma il fatto che anche Ana soffra perché tiene a questo uomo che ogni sera ritorna alla sua famiglia. Quindi da qui il ritornello: “Non piangere Ana”

Per gusti personali e perché il motivo è più orecchiabile preferisco la versione più recente. Mi tranquillizza ascoltarla. Ogni tanto mi viene da piangere. E anche se non mi chiamo Ana, sentire il ritornello mi rasserena.

“L’amore (come ogni altro tipo di relazione sociale) non cresce in un albero. E so che è bene avere qualcuno accanto nel momento in cui ti addormenti. Non dimenticare che tu hai ancora un’opportunità. Scappa finché puoi… Finché sei ancora bella…” dice la moglie ad Ana

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