Tutto quello che vuoi

– Lei non ha mai scritto poesie?
– No, io……
– Si scrivono quando non si sa dove mettere l’amore.

Titolo originale:

“Tutto quello che vuoi” (2017). Regia, soggetto e sceneggiatura di Francesco Bruni.

Accattivante perché attira facilmente l’attenzione del pubblico. E’ un magnete per giovani e non. Un incontro generazionale ambientato a Roma. Da una parte vediamo la recitazione impeccabile di Giuliano Montaldo, dall’altra parte i giovani esordienti Andrea Carpenzano, Arturo Bruni, Vittorio Emanuele Propizio, Riccardo Vitello. Da sottolineare la presenza delle attrici Donatella Finocchiaro, Raffaella Lebboroni, Carolina Pavone.

Speciale perché nasce da un’esigenza personale del regista di mettere su pellicola ricordi di famiglia. Il personaggio di Giorgio è costruito per ricordare il padre anziano malato di Alzheimer, scomparso recentemente. Anche se il figlio del regista, Arturo, interpreta l’amico del protagonista, Alessandro, mi piace pensare che in un certo qual modo nel personaggio di Alessandro ci sia Arturo e l’incomprensione tra un padre e un figlio adolescente.

Titolo suggerito:

“A passeggio con un poeta”. Il poeta è Giorgio. A portarlo a passeggio c’è Alessandro che ricopre il personaggio del coatto – ignorante – annoiato giovane romano. Le loro passeggiate sono lezioni di poesia e di vita. Si noti bene, nel personaggio di Giorgio manca l’intenzione di impartire una lezione. Il tutto avviene spontaneamente e naturalmente. Giorgio vede in Alessandro una creatura meravigliosa, Alessandro vede in Giorgio una storia da ascoltare.

Giudizio:

Comico e commovente, il film è ricco di spunti riflessivi.

Gli anziani sono lezioni viventi di vita.  Il ragazzo scopre di avere un’anima. Pensava di trovarsi in un tunnel di disperazione vivendo una vita mancante di prospettive. Ma grazie a Giorgio scopre la sensibilità, la dolcezza, la bellezza della storia e della memoria. Scopre anche la poesia. Qui la poesia è un’osmosi. Giorgio contagia Alessandro con il suo modo di essere. E’ bello vedere l’evoluzione di questo giovane che viene coinvolto dalla storia di Giorgio.

Come il vecchio e il giovane riescono a comunicare e a condividere, allo stesso modo la tecnologia e la tradizione possono coesistere. Nella caccia al tesoro, Alessandro fa una ricerca su motori di ricerca virtuali. Poi si reca nella Biblioteca Nazionale di Castro Pretorio per approfondire prendendo in mano libri di carta.

Colonna sonora:

Carlo Virzì. Ottima scelta per la canzone finale di cui non riesco a trovare il titolo.

Ambientazione e costumi:

Roma. Trastevere. Gianicolo. Villa Sciarra. Via Dandolo. La scalinata per arrivare in via Dandolo è protagonista nel momento più teso del film. Questa scalinata lunghissima ritengo sia una metafora efficace del ponte tra due mondi diversi. C’è anche spazio per montagne e paesaggi toscani.

Costumi contemporanei e storici per la parte dei ricordi sulla seconda guerra mondiale. Jeans, scarpe da ginnastica, t-shirt per il ragazzo romano. Dall’altra parte abbiamo il classico vestiario di un poeta anziano: indispensabile cappello, bastone, cappotto.

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