La teoria svedese dell’amore

La felicità non viene da una vita senza problemi, ma dal superamento delle difficoltà. L’indipendenza non è la felicità; alla fine porta ad una completa, assoluta, inimmaginabile noia.

Titolo originale:

“La teoria svedese dell’amore” (2015). Regia e sceneggiatura di Erik Gandini. Argomento: la società individualista svedese.

Titolo suggerito:

“La teoria svedese dell’amore di sé”. L’indipendenza è uno dei pilastri dell’essere svedese. Prima di due, in Svezia c’è l’uno che va tutelato, supportato e accudito affinché i propri spazi e le proprie libertà non vengano messe in pericolo dagli altri.

Giudizio:

40 anni fa in Svezia fu introdotta una serie di provvedimenti sotto il nome di “La famiglia del futuro”. Il concetto di base è che le relazioni interpersonali tra moglie e marito, tra figli e genitori e così via, non debbano in nessun modo basarsi su una dipendenza economica. Da lì l’idea di favorire l’indipendenza dell’individuo.

Questa è la teoria. La pratica è la Svezia vista come una terra promessa senza ostacoli in cui sembra che tutto sia concesso dallo stato pur di rendere la vita del cittadino più semplice. Il risultato è una comunità di individui che si isolano. Indipendenti fino allo stato massimo. Le donne fanno figli da sole grazie alla banca dello sperma. Metà della popolazione vive da sola. Un quarto della popolazione muore da sola dentro la propria abitazione. La vita degli svedesi si rivela essere noiosa e triste. Troppa indipendenza nuoce e rende la vita priva di significato.

Sono contenta di aver visto il documentario di Erik. E’ come se si fosse accesa una piccola fiamma. E’ bello il modo in cui riesca a raccontare le cause e gli effetti. E’ bella anche l’immagine d’insieme, quasi da studio comparato. Da una parte la Svezia con il benessere economico e l’indipendenza degli individui. All’altro estremo l’Etiopia con la povertà e il forte senso di comunità. “Qui nessuno è mai solo: se stai male la gente non sta lontano, ma viene a trovarti, se stai morendo viene a tenerti compagnia e, dopo che sei morto, ti piangono.”

Colonna sonora:

Non è facile trovare una colonna sonora per un documentario. Johan Söderberg ci è riuscito.

Ambientazione e costumi:

Svezia.

Niente di particolare, il documentario deve registrare la realtà.

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Un pensiero su “La teoria svedese dell’amore

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