Good Bye, Lenin!

Io mi sforzavo con coraggio di resuscitare una versione attendibile della Repubblica Democratica Tedesca nella stanza di mamma.

Titolo originale:

“Good Bye, Lenin!” (2003). Regia, soggetto e sceneggiatura di Wolfgang Becker.

Titolo suggerito:

“Cosa farei per mia madre”. A dimostrazione del fatto che Alex sia un mammone, fa tutto e di più pur di non destabilizzare la salute della madre. Direi che ha una tenacia maniacale. Tiene in vita la Germania Est nelle quattro mura della stanza della madre, reduce dagli otto mesi passati in coma.

Giudizio:

Il Muro di Berlino è stato demolito e la Germania sta attraversando una serie di cambiamenti. E’ una repubblica unita. Questo film entra nella quotidianità e mostra efficacemente il cambiamento da prima a dopo. Lo stile di vita cambia. Le piccole cose cambiano. La marca dei cetriolini cambia. I vestiti e i mobili sono diversi. Abbondano le case abbandonate. Le persone vanno via. All’Ovest, in Ungheria o altrove. Tuttavia Alex racconta alla madre una storia diversa. Nella sua versione sono molti i tedeschi dell’Ovest a chiedere asilo nella Germania Est per avere una vita migliore e ricca di prospettive.

E’ interessante la questione del paese immaginario che viene tenuto in vita per un senso di sicurezza e di stabilità. E’ interessante la serie di bugie che madre e figli si raccontano. Sembra quasi che ci sia quel bisogno di mentire perché sarebbe troppo doloroso riconoscere la vera natura di quel paese ostile e ossessionato dal controllo dei propri cittadini. Il padre di Alex è andato via aspettando a lungo un ricongiungimento familiare. Di fatto il nucleo familiare è stato spezzato. La madre dapprima ha avuto un crollo psicologico e poi si è rifugiata nei rituali socialisti creando nella propria casa l’immagine di un paese esemplare.

La comicità di questo film è data dalla serietà con cui l’assurdità viene mostrata davanti agli occhi.

Colonna sonora:

A cura di Yann Tiersen. Note sensibili. Melodie piene di sentimento che emozionano.

Ambientazione e costumi:

Berlino Est. Supermercati, ospedale, interni di appartamento.

Il nostro Alex indossa jeans, t-shirt e camicia a quadri.

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