La festa di nozze muta

– Cosa c’era qui, signor sindaco?

– Un villaggio, l’hanno distrutto i comunisti per costruire una fabbrica per operai. Ora i capitalisti, furbi, radono al suolo la fabbrica per ricostruire il villaggio. [ ridono ] Un villaggio turistico.

– Cos’è successo qui, sindaco?

[ traduzione libera dal romeno a cura di Daciana Bailey ]

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Il caso Malaussène. Mi hanno mentito

Secondo Rabdomant, qualunque agente investigativo lavora coma un romanziere. Cerca la coerenza. […] gli errori giudiziari sono quasi sempre il frutto di un eccesso di coerenza narrativa. A ogni livello dell’inchiesta, gendarmerie, polizia giudiziaria, istruttoria, perizie psichiatriche, fin nell’aula di tribunale, il tentativo è sempre quello di costruire una storia plausibile, di creare una successione logica fra presunti moventi e azioni. Quando c’è qualcosa che non quadra, senza rendersene conto si forza un po’ e si sbatte in galera il sospetto più compatibile dal punto di vista logico. Si cerca la coerenza, insomma. Secondo Rabdomant questo è il modo migliore per produrre un errore giudiziario.

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Americanah

Quella mail, scritta tutta in maiuscolo, fu una rivelazione. Lo scopo dei seminari sulla diversità, o dei discorsi multiculturali, non era tanto quello di ispirare cambiamenti reali, quanto quello di lasciare le persone soddisfatte di sé. Non volevano da lei un contributo di idee; volevano solo il gesto della sua presenza. Non avevano letto il suo blog, ma avevano saputo che lei era una “importante blogger” sulle questioni razziali.

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Faccia un bel respiro

“Tanini, sveglia!”

Tanini? Ma chi è questa Tanini che continuano a tentare di svegliare? Ci metto diversi secondi prima di rendermi conto che sono io. Nessuno mi ha più chiamata così dai tempi della scuola. Oggi il mio cognome da nubile compare solo sui documenti di identità e sulla dichiarazione dei redditi, che mi sforzo di dimenticare appena redatta. Ai miei tempi il cognome del marito era il benvenuto, soprattutto se suonava meglio del proprio.

“Sveglia che c’è il dottore!”

In realtà, fingevo di dormire.

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